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Leucemia ma nessuna perdita di peso. Leucemia Linfatica Cronica

I globuli bianchi aiutano il corpo a combattere le infezioni. Le piastrine aiutano a creare coaguli per controllare il sanguinamento.

La Leucemia mieloide cronica LMC è un tumore delle cellule del sangue, caratterizzato dalla proliferazione incontrollata delle cellule staminali midollari.

Appartiene al gruppo delle sindromi mieloproliferative croniche e si caratterizza per la presenza di un marcatore caratteristico: il cromosoma Phladelphia. Questo cromosoma, non presente nelle cellule normali midollari e nonderiva da uno scambio di materiale traslocazione tra il cromosoma 9 e il 22 e contiene un gene di fusione patologico, denominato BCR-ABL, responsabile della produzione di una proteina appartenente alla famiglia delle tirosino-chinasi, deputata alla regolazione della proliferazione cellulare.

Che frequenza ha?

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La Leucemia Mieloide Cronica è una patologia rara, con una frequenza pari a casi su Quali sono le cause? Si trasmette geneticamente? Nella maggior parte dei casi tuttavia la malattia insorge in assenza di fattori di rischio noti. La LMC non si eredita né si trasmette geneticamente. Quali sono i sintomi e qual è il decorso della LMC? Come si modifica la qualità di vita dei pazienti?

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Spesso la diagnosi viene posta in completo benessere, per il riscontro di alterazioni di esami del sangue eseguiti perdere peso braccia e spalle routine. Stanchezza, affaticabilità, palpitazioni possono essere legati alla presenza di anemia.

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In caso di piastrinopenia possono essere presenti sanguinamenti di varia entità. Posso poi essere presenti febbricola, sudorazioni soprattutto notturne, dolori ossei o muscolari.

Leucemia mieloide acuta

La storia della malattia prevede tre fasi: — una fase cronica in cui il leucemia ma nessuna perdita di peso produce una grande quantità di globuli bianchi, che si accumulano nel midollo e nel sangue in vari stadi di maturazione. A quali accertamenti bruciagrassi approvato dalla fda sottoporsi per confermare la diagnosi?

Per confermare la diagnosi vengono poi eseguite delle indagini di primo livello su sangue periferico: uno striscio che viene letto al microscopio per valutare la morfologia delle cellule del sangue e in particolar modo dei globuli bianchi, e un test molecolare che rivela la presenza del gene di fusione bcr-abl.

Come si cura? Da circa 15 anni invece, la storia naturale della malattia e la speranza di sopravvivenza dei pazienti sono state radicalmente modificate dalla scoperta di una classe di farmaci, gli inibitori di tirosin-kinasi TKIin grado di agire specificamente sul meccanismo patogenetico della malattia, bloccando il funzionamento della proteina aberrante e quindi la proliferazione delle cellule leucemiche.

A differenza dei chemioterapici classici, non dotati di attività specifica, tali farmaci sono selettivi per le cellule malate, mentre sono inattivi nei confronti delle cellule normali; si tratta di farmaci normalmente ben tollerati. Tra gli inibitori di seconda generazione troviamo Nilotinib Tasigna e Dasatinib Sprycel.

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Per la prima linea di terapia, oggi è possibile scegliere uno di questi tre farmaci, in base alle caratteristiche della malattia al momento della diagnosi e alle copatologie del paziente. In caso di intolleranza o mancata risposta al farmaco di prima linea, è possibile cambiare molecola, scegliendo tra quelli sopracitati o tra altri due farmaci, più nuovi, Bosutinib Bosulif e Ponatinib Iclusig. Prima di intraprendere una terapia di seconda linea per mancata risposta è utile eseguire delle indagini di approfondimento per valutare la presenza di mutazioni secondarie che possono causare resistenza alle terapie.

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Tra queste mutazioni, la più temibile è la TI, che conferisce resistenza a tutti gli inibitori di tirosin kinasi, tranne Ponatinib. La terapia con TKI è cronica e, al di fuori di studi clinici, prosegue per tutta la vita. I farmaci hanno una formulazione in compresse e vengono assunti quotidianamente. Quali sono gli effetti collaterali degli inibitori di Tirosin Kinasi?

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Pertanto è importante avvisare il Curante in caso di comparsa di nuovi sintomi o disturbi. Infine è importante tenere presente, soprattutto nei pazienti che assumono terapie croniche per patologie diverse dalla LMC, le numerose interazioni che i TKI presentano con altri farmaci.

Gli effetti collaterali di imatinib sono dolori muscolari e crampi, aumento di peso e gonfiore intorno agli occhi dovuti a ritenzione idrica, diarrea. Altri inibitori delle tirosin chinasi hanno effetti collaterali specifici diversi, come per esempio problemi polmonari versamento pleurico, più frequente con dasatinibdiarrea bosutinibalterazione dei lipidi e della glicemia nilotinibproblemi cardiovascolari nilotinib e ponatinib.

Tuttavia, gli effetti collaterali gravi sono rari.

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Con che frequenza è necessario eseguire i controlli? Le percentuali di risposta agli inibitori di tirosin kinasi sono elevate.

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Quello che differenzia le tre molecole è la velocità con cui la risposta molecolare maggiore si instaura, più precocemente con Nilotinib e Dasatinib rispetto a Imatinib. La terapia con Leucemia ma nessuna perdita di peso nasce come terapia cronica, da proseguire per tutta la vita. Tuttavia negli ultimi anni sono stati eseguiti studi per valutare la possibilità di sospendere il trattamento con Glivec nei pazienti con risposta molecolare profonda e stabile nel tempo.

Info Leucemia

Quando è necessario sottoporsi ad un trapianto di midollo? Non ci sono dati sicuri sugli effetti dei TKI sul feto e pertanto non è consigliabile proseguire il trattamento durante la gravidanza.

La decisione di affrontare una gravidanza, che richiede la sospensione del farmaco, la gestione della terapia e il tipo di monitoraggio da effettuare in corso di gravidanza deve essere valutata caso per caso con il medico.