Poesie di Jacqueline Miu

Mastica la strega grassa che brucia. HÄNSEL E GRETEL dalla parte della strega | Archivio Anno Scolastico /

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È un bel bosco di Fantasalici Ridenti, con ruscelli, un piccolo lago, case e tane, caverne e tesori nascosti. E proprio al centro del bosco, in una spaziosa radura, c'è il posto del folletto Tonio Cartonio.

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Ma che cos'è una radura? È un campo che si apre e si distende tra il fitto degli alberi, è un intermezzo del bosco dove, sotto un bel fazzoletto di cielo, il folletto Tonio accoglie gli amici, li ristora con le sue bibite squisite, inventa giochi, legge notizie, dispensa storie animate grazie alla Melevisione mangiamele, e dove, molto spesso, cerca di mettere pace tra i litiganti.

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Ma non c'è da aver paura: Tonio sa come tenerti alla larga dai guai e ogni volta, con l'aiuto dell'una o dell'altro, è sempre riuscito a raddrizzare le cose storte. Come si fa a raggiungere il Fantabosco?

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Basta premere un piccolo tasto, e una parete della tua stanza diventa il posto di Tonio, i loro giochi diventano anche i tuoi Piano piano, giorno dopo giorno, nella tua camera ci sono gli oggetti che il folletto ti ha insegnato a costruire.

Anzi no: che mastica la strega grassa che brucia costruito insieme!

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E ci sono anche le risate, gli scherzi degli gnomi, Lampo, Ronfo e Linfa, le perfidie di strega Rosarospa, i salti e gli acuti di Orco Bruno, le insidie di Lupo Fosco e le dolcezze di Fata Gaia Perché quando parlano Quando parlano, questi folletti e gnomi e orchi e fate e streghe: come parlano?

Parlano normalmente, come tutti, quando dicono cose normali.

Ma quando hanno da dire qualcosa di speciale, allora saltano subito dentro la rima. Dicono filastrocche che sono soprattutto formule magiche, per fare succedere qualcosa che si vuole: per trovare tesori nascosti, per guarire dalle malattie, per fare un filtro magico Ma anche filastrocche di gioco per fare, toccare, conoscere e ricordare: le parti della faccia, le dita della mano, le lettere dell'alfabeto, i numeri da uno a cinque Oppure filastrocche in onore delle cose, per contentezza che le cose ci siano: per le gemme, per i nonni, per le api, per gli alberi, per il mondo Quando si parla in rima è sempre diverso.

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Le cose che si dicono non vanno dritte come treni indaffarati, ma a rimbalzi come palle allegre, beccano teste, scendono scale, scoppiano come bolle di sapone. Quelli che sono vicini a noi fanno silenzio, e ci ascoltano se erano distratti. E il cuore batte il suo tamburo più convinto: perché noi facciamo le rime e lui dà il ritmo. Anche per dire le cose ci sono tre modi: parole, filastrocche, e canzoni. Quando non serve niente di speciale, si cammina, cioè si parla.

Erbe delle Streghe nel Medioevo

Quando serve qualcosa di speciale, come abbiamo già detto, si corre, cioè si dicono filastrocche. Ma quando serve qualcosa di veramente specialissimo, si vola sulle ali di canzoni. Le canzoni, come le filastrocche, hanno le rime e il ritmo, ma hanno una cosa in più: la musica.

Per vari motivi di brevita' e di sintesi espositiva in queste pagine si tratta unicamente delle "streghe" e del martirio che hanno dovuto subire durante i tre secoli che vanno dal al Il periodo compreso tra e e' quello solitamente indicato dagli storici come il "tipico periodo" nel quale sono stati operati dalla chiesa i grandi massacri a danno dei suoi nemici o presunti tali, anche se questo non e' sostanzialmente esatto, trattandosi di limiti posti per esigenza e comodita' di studio. In realta' la persecuzione delle streghe si e' manifestata, seppure in tono minore, gia' a partire dall'alto Medioevo ed e' continuata ben oltre il Nel testo non vengono trattati i casi di "possessione demoniaca", verificatisi in alcuni conventi come quello delle Orsoline di Loudunche altro non sono che esasperate turbe sessuali di povere disgraziate condannate, dalle loro famiglie, a consumare la loro esistenza tra le mura di un convento; inoltre e' stato omesso anche l'episodio inerente le "Streghe di Salem" perche' gia' trattato in altra pagina di questo sito, e anche per limitare l'esposizione a quanto avvenuto nei soli paesi europei. Marturano - Streghe e stregoni nel medioevo russo.

Le canzoni della Melevisione sono belle, perché abbiamo trovato un elfo musicista travestito da umano. Lui non lo dice, ma nelle musiche che fa si sente.

Sai che ti dico? Che forse un po' folletto o un po' gnomo, un po' fata o un po' strega, un po' Orco o un po' Lupo, sei anche tu.

E allora, perché le rime possano rimbalzare allegre ogni volta che vuoi, perché le canzoni tornino a volare, lente, veloci, a cerchio o in picchiata, ecco questo libro delle Filastrocche e il Cd con tutte le canzoni e le parole per cantarle.

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Sai come raggiungere il Fantabosco ogni volta che vuoi, sai costruire le cose di Tonio, sai che basta una mela croccante perché la Melevisione trasmetta buone storie e, da adesso, conoscerai anche le filastrocche, le canzoni e perfino alcune formule magiche Sei un abitante del Fantabosco a tutti gli effetti!

Che cosa ti mastica la strega grassa che brucia La ricetta per fare il Tiramisuper! Ma quella non la sa nessuno. È un segreto!

La buona parola munge, la cattiva punge. Nel senso che la buona parola detta dà sollievo, come le unture antiche, mentre quella cattiva punge e fa danno. La bontà del bronzo della campana lo si riconosce dal suono che fa, la bontà dell'uomo dal suo modo di parlare e ragionare. Proverbio che sottolinea come i guai capitino sempre a chi già ha guai di per sé.

Forse, prima o poi, riusciremo anche a scoprire gli ingredienti delle bibite squisite! Mela Cecchi e Bruno Tognolini.