A cosa ci serve prendere ossigeno dall’aria?

Vo2 max bruciare i grassi

Shutterstock Spesso queste sono semplici congetture, altre volte sono teorie basate su intuizioni confermate da uno o più lavori scientifici. In questo articolo cercheremo di fare maggiore chiarezza a riguardo, vista l'importanza che questo aspetto riveste nel processo di dimagrimento e nella prestazione sportiva. Glucosio o Acidi Grassi? Le proteinein condizioni fisiologiche normali quindi non atipiche come una eccessiva o totale deplezione di glicogeno dal fegato e dai muscoli, non hanno un ruolo importante nella produzione energetica, con eccezione per una piccola quantità di amminoacidi ramificati muscolari — prontamente rimpiazzata durante il riposo.

Cos’è e a cosa serve la VO2 Max – Studio e analisi per migliorare la qualità del Metabolismo

Il rapporto, in percentuale, del consumo di carboidrati rispetto ai lipidi è inversamente proporzionale ovvero all'aumentare dell'uno diminuisce l'altro rispetto al massimo consumo di ossigeno misurabile in Vo2max o massima potenza aerobica.

Nel caso dei carboidrati, il quoziente respiratorio ha valore numerico 1. Redazione Consumo di Carboidrati in funzione del Vo2max La biochimica ci insegna che quando nella glicolisicome fenomeno di liberazione di energia per uno sforzo, non c'è disponibilità di ossigeno quindi una prova anaerobicail glucosio viene trasformato in acido piruvico e conseguentemente in acido lattico. Questo comporta accumulo di lattato, con conseguente riduzione delle capacità prestative.

Calcolo consumo calorico

Redazione Consumo dei grassi in funzione del Vo2max Con riferimento alla figura 2 si osserva, grave perdita di peso inspiegabile, che minore è il consumo di ossigeno e maggiore risulta l'utilizzo di grassi. Nel caso dei lipidi il quoziente respiratorio ha valore numerico 0.

  • La capacità totale di consumare ossigeno a livello cellulare è conosciuta come massimo consumo di ossigeno o V02 massimo.
  • Gli atleti allenati sono capaci di bruciare più lipidi ad alte intensità rispetto ai soggetti non allenati per via di adattamenti muscolari e ormonali alla regolare attività fisica.
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  • Tuttavia non è possibile dare un valore di pulsazioni specifico poiché la frequenza cardiaca massima varia da soggetto a soggetto.

L'acido piruvico entra successivamente nel ciclo di Krebsdove verrà completata l'ossidazione del glucosio e degli acidi grassi. Paradossalmente il massimo consumo di grassi lo si avrebbe se la potenza aerobica si avvicinasse a valori basali, ed essendo il Vo2max quasi in diretta proporzione con il battito cardiaco, dovrebbero verificarsi frequenze cardiache di pochissimi battiti al minuto.

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Situazione assurda, realizzabile solo in teoria. Ricordiamoci che si parla di "percentuali di substrati energetici" e non di grammi. A questo punto sembra evidente che le ossidazioni glucidiche e quelle lipidiche per la produzione energetica debbano opportunamente combinarsi creando le giuste proporzioni in funzione del Vo2max.

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L'intervento proteico è trascurabile infatti si definisce il "quoziente respiratorio non proteico". Implicazioni Pratiche A questo punto dovremmo riflettere su quanto esposto sopra. In seguito ad attività aerobica ad intensità medio-alta, come quella di un atleta di endurance, nelle strutture muscolari si verificano degli adattamenti enzimatici e cellulari ad es.

Questo è logico, poiché ossidando i grassi si ricavano più calorie rispetto ai carboidrati, e le loro riserve adipose sono molto più abbondanti rispetto al glicogeno.

Consumo di Grassi e Carboidrati nello Sport

Non per nulla, chi si allena per le gare "lunghe" ciclismo, maratonatriathlon, certe gare vo2 max bruciare i grassi mare di nuotodeve "azzeccare" la giusta andatura per tentare di ossidare quanti più acidi grassi possibile rispetto al glucosio, che andrebbe invece risparmiato.

Ricordiamo che stiamo parlando di attività durevoli anche diverse ore, quindi, accelerando troppo si terminerebbe il glicogeno in maniera precoce perdendo completamente la propria capacità di mantenere lo sforzo al livello prestabilito. Questo perché sono pochissime le persone che si allenano effettivamente per le gare lunghe; per lo più, si tratta di sportivi dilettanti che "corricchiano" ' per 3 volte alla settimana.

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Questo è anche uno dei motivi per i quali, a seguito di una dieta ipocaloricanelle primissime settimane si verifica una considerevole riduzione del perso corporeo. Tuttavia, "le calorie sono sempre calorie". Tale qualunquismo, odiato da tutti gli innovatori del fitness e della nutrizione, è comunque vero. Lo svuotamento delle riserve di glicogeno porta inesorabilmente ad in vo2 max bruciare i grassi migliore dei carboidrati alimentari.

Normalmente, dopo i pasti avviene una fisiologica liposintesi e deposito adiposo dovuti all'introduzione di macronutrienti energetici — chi pensa di poter gestire l' insulina come vuole, prende un abbaglio! Il risultato nel lungo termine è un effettivo dimagrimento, anche se ottenuto indirettamente. Ci sarebbe anche sa specificare l'aspetto dell'orientamento metabolico.

L'organismo consuma di più il substrato che è abituato a ossidare; è soprattutto una questione di enzimi cellulari. Quindi, se eliminiamo i grassi dalla dieta, il corpo reagisce prediligendo il glucosio e viceversa. Lo stesso vale per la fascia d'intensità di allenamento.

L'attività aerobica, dunque, potrà indubbiamente portare ad un calo del peso corporeo immediato, per la perdita di acqua e di modeste quantità lipidiche ma, se l'intensità di esercizio e la dieta non vengono opportunamente gestite, questa condizione risulterà limitata e non duratura.

FALSO MITO#4: LA CORSA LENTA BRUCIA I GRASSI? Mah!

Cosa Fare A questo punto sembra chiaro che per avere un effettivo utilizzo dei grassi e in minor misura dai carboidrati, oltre ad eseguire un protocollo di attività aerobica a bassa intensità ed alto volume ma senza esagerarebisognerebbe affidarsi soprattutto al riposo. Come precedentemente esposto, minore è la frequenza cardiaca ed il relativo Vo2max maggiore sarà la percentuale di grassi ossidati rispetto ai carboidrati.

Tuttavia a riposo si consuma poco. Come potremmo implementare, quindi, l'impegno metabolico a favore dei grassi in fase di non attività motoria? Migliorando la fitness generale, soprattutto cardiovascolare, respiratoria e metabolica riducendo le pulsazioni a riposo Instaurando un EPOC considerevole e continuo Aumentando la muscolazione generale, che ha un impatto sia sul consumo calorico a riposo, sia sull'efficienza della gestione dei nutrienti calorici Controllando la dieta, quindi l' apporto caloricoil carico glicemico complessivo e l'apporto di grassi dietetici.

Se vogliamo camminare ancor più velocemente, o correre, se ne siamo capaci, al massimo della nostra possibilità raggiungeremo la massima potenza che siamo in grado di sviluppare la VO2 max, appunto.

Fitness Generale Un miglioramento della fitness generale corrisponde all'ottimizzazione della capacità di fatica ; ergo, meno impegno per una maggiore prestazione. Abbiamo già detto che l'ossidazione dei lipidi è maggiore negli sforzi di blanda intensità, identificabili con frequenza cardiaca FC più bassa; da qui la necessità di ridurre i battiti cardiaci per minuto.

L' adattamento allo sforzo porta ad un conseguente abbassamento della FC a riposo — fino alla bradicardia nel cuore d'atleta — e ad una minore fatica. Dovuto alla moltitudine di processi che si richiedono al ripristino dell' omeostasi periferica e centrale, l'epoc ha diverse conseguenze positive sulla condizione basale. In particolare: aumento del consumo energetico a riposo — buona parte del quale da acidi grassi — e ottimizzazione della destinazione metabolica dei carboidrati alimentari che ripristineranno le scorte di glicogeno.

L'epoc è proporzionale all'impegno dell'allenamento svolto, quindi al carico di lavoro. Siccome quest'ultimo è dato da volume, intensità e densità, l'aumento di anche uno solo di questi parametri implica un incremento dell'EPOC.

Attività aerobica e consumo di grassi

Sui lavori di muscolazione, si è soliti aumentare l'aspetto "metabolico" — che ha un maggior effetto sull'epoc — e diminuendo leggermente l'intensità e aumentando la densità di lavoro. Muscolazione Il tessuto muscolare è quello che "consuma" di più a riposo, quindi è il maggior responsabile del depauperamento energetico basale.

Incrementando la muscolatura scheletricasarà utilizzata l'energia di riserva lipidica per sostenere e nutrire il muscolo stesso quando la richiesta calorica sarà lenta ma costante. Per tentare di aumentare il metabolismo di base è opportuno praticare esercizi vo2 max bruciare i grassi muscolazione a sfondo ipertrofico, in modo da incrementare il tessuto muscolare.

Dieta L'orientamento metabolico dei nutrienti assunti e la scelta dei substrati energetici consumati subisce inesorabilmente l'influsso della dieta. Questo per diversi motivi: L'orientamento dei nutrienti deriva dallo stato metabolico di base.

Se l'organismo è iper-nutrito e si trova in condizioni anaboliche insulinal'acetilCoA accumulato nelle cellule finirà per dare origine ad acidi grassi da stoccare nel tessuto adiposo. Viceversa, se l'organismo è ipo-nutrito e si trova in condizioni cataboliche glucagone eccl'avidità dei tessuti ottimizzerà l'uso dei nutrienti assunti usando i carboidrati per riempire le riserve e i grassi a scopo energetico ; L'orientamento dei nutrienti è influenzato dall'efficienza metabolica generale, quindi dal monte calorico.

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Se abituiamo l'organismo a gestire costantemente piccole quantità di nutrienti energetici in più del dovuto, esso perderà efficienza nel convertirli in grassi e depositarli. È un vero e proprio peggioramento della capacità di risparmiare energia, anti-evolutivo, ma positivo ad esempio per il dimagrimento.

Ovviamente vale anche il contrario, ragione per la quale le diete ipocaloriche non andrebbero mai protratte a lungo; La scelta dei substrati energetici deriva dalla disponibilità degli stessi; significa che se "disabituiamo" i muscoli a consumare grassiperché li eliminiamo dalla dieta, nel lungo termine si perderà l'efficienza di consumare anche quelli del tessuto adiposo.

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Lo stesso vale per i carboidrati; togliendoli dalla dieta avverrà un peggioramento del metabolismo del glucosio e un "effetto rimbalzo" appena inseriti nuovamente.